Heaven in my arms

in black, till nothing remains
25/11/2005

Sarà il latte che non riesco a digerire, sarà la neve. Questo è un post di sfogo.

Alla mattina vado a scuola e incontro diversi generi di persone: l'indiavolato, il figlio di papà, il coglione, l'intellettuale, l'ipocrità, tanto per..
In una rampa di scale riesco ad arrivare a 6-7 "Ciao". Saluti senza senso, come dire che ci sono anche oggi. Ancora. Credo che lo stress derivi più dalla ripetizione delle stesse cazzo di azioni inquadrate "perchè altrimenti sei un idiota" che piuttosto dalle nuove esperienze che ci andiamo a cercare. Per fare un esempio, rompe maggiormente i coglioni andare a chiedere sempre il permesso per una cosa, o l'altra se preferite, che pulire i cessi della scuola. E' eloquente. Dico questo e mi denudo delle mie fisime e cazzatine scrittorie per andare al sodo. La società è basata sulle interpretazioni e non sulle verità dei messaggi, sulla potenza degli strumenti di comunicazione piuttosto che ai contenuti. Ecco, l'odio che provo quando tutti interpretano SENZA sapere, è colossale. Interpretano il tuo ciao, ti scannerizzano. Tu non ci pensi. Sali le scale, ciao ciao ciao ciao ciao ciao e non sei meglio di prima. Sei tu imbrigliato negli stimeli del malvoluto bon-ton. A cosa pensi quando saluti? Dipende, alcuni fanno apprezzamenti sul nuovo look, altri ti mandano in vaffa all'istante. MI sono accorto che io non penso a niente. Niente, e questo succede da quando ho capito che l'arroganza è nascosta nel tuo collega. Un'altra storia, forse. Perchè saluti? Perchè ti senti costretto. Ti piace salutare, buon per te, cosa vuoi che ti dica. Un pastore che perde le sue pecore al pascolo. Ecco, la metafora si avvicina al mio sentirsi ora. Io, io e altri 410 io. Dico ciao perchè sono costretto dal mio inconscio a farlo perchè mi sento di tutti. Mi sento di tutti e non mi sento mio. Quando sono solo sento di star bene quando ho la mente impegnata. To be continued
postato da ytseneoclassic alle ore 20:24 | link | commenti (12)
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08/11/2005

Il Bacio



E quando la brina si posò sull'asfalto nero fuliggine, fu il tempo dove le distanze perpendicolari si annullano, il tempo del bacio motociclistico. Il caratteristico raggrinzire di rughe d'espressione e dischi freno ululanti impazziti. L'incrinamento e lo strascico. Cos'è un matrimonio senza strascico del velo? Cos'è un bacio senza scintille d'attrrito? E giù con testa corpo braccia e adrenalina in quantità industriali, giù a provare l'emozione della perdità del proprio controllo, se ti va bene anche con stile. Il baricentro diventa un solo asse longitudinale, gli arti sono i deboli cuscinetti del nostro vivere, le piastrine fanno festa. Poi ti ritrovano con gli occhi stralunati, in posizione fetale e non ridono.
Se si preoccupano, va tutto bene, missione compiuta. Se ridono sei un fallito. Dormiresti su quel velo di acqua maledettamente scivolosa, forse inizierai a godere le grandi emozioni del bunjee. Incredibile quanto poi alla fine non te ne importa di cos'è successo intorno. Sei cieco e lo prendi come un dono.

Cosa vuoi di più? Hai la sfortunata meraviglia di essere ancora te.
postato da ytseneoclassic alle ore 20:42 | link | commenti (1)
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