Heaven in my arms

in black, till nothing remains
25/12/2005

La storia di mio nonno

2 giorni ebbi un risveglio molto diretto e improvviso. Aprì gli occhi e restai immobile, illuminato solo da uno spiraglio di luce dalla finestra. Pensavo a quando avevo 10 anni, che andavo molto più spesso a casa dei miei nonni a dare loro il buon mattino. Uno di quei giorni (mi ritornò alla mente la vecchia casa di campagna, piccola, un po' fatiscente e tumida, dove abitavano i nonni), mio nonno mi prese per mano e mi portò nella sua camera da letto.
"Siediti sul letto, ti faccio ascoltare una cosa." Inutile dire che ero piccolo e stupido e di certo non potevo capire.
Presa una vecchia bobina da un mobile copia stile vittoriano, la inserì nell'oggetto più tecnologico che quella stanza poteva vantare: un mangianastri senza stop automatico che fungeva pure da radio AM.
Premuto Play, i miei ignari canali uditivi si riempirono di una soave aria di Puccini, cantata dalla persona che avevo di fronte. Una voce dinamicissima, un registro ampissimo che andava dal baritono al tenore, una potenza vocale (logicamente) senza microfoni, spaventosa.
Cosa volete, avevo pur sempre 10 anni, sapevo a malapena cos'era la lirica.

Ed è tutto ritornato ciclicamente in testa ieri, appena sveglio, nel mio letto, più o meno 7 anni dopo. Roba da non credere.
Da l'altro ieri il mio pensiero era solo rivolto al salvataggio di quelle vecchie registrazioni. Mio nonno possedeva vinili rarissimi di cantanti molto noti di opera, da Caruso a Gigli passando per la Callas.
Distrutto verso i 40 anni da una malattia alla gola e da mia nonna, che si ammalò di depressione e esaurimento nervoso, smise quella che era LA SUA VITA per dedicarsi a sua moglie e alla sua salute.
Bruciò centinaia di opere di inestimabile valore già per il tempo.
Brucio un quadro di mia madre
Brucio i suoi 40 anni di vita.
Da quell' olocausto materialistico, rimasero indenni 3 registrazioni su cassetta, di cui vi ho parlato prima. Ho voluto avere un ricordo di lui, un ricordo di quella sua vita interrotta, del suo sogno andato di cantare alla Scala di Milano con la sua amica Nuvolari, figlia di Tazio. E l'ho voluto perchè mi sono finalmente reso conto di essere orgoglioso di lui, perchè voglio ricordarlo così quando se ne andrà, perchè LA SUA VOCE. La sua pessima decisione. Contro il suo volere.

postato da ytseneoclassic alle ore 14:52 | link | commenti (5)
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16/12/2005

Il Nilo

[...] Quanto tempo. Quanto tempo prima di ritornare dove il mistero era stato sconsacrato, dove la sabbia fine ti entra nelle orecchie come i lontani sospiri di anime inquadrate e chiuse per l'eternità. Mano nella mano, ripetendo costantemente vecchie liturgie faraoniche scritte in geroclifico, di traverso per il passaggio, in bilico tra l'epicità e lo sguardo truce dell'ignoto. Si ricordano tutto, tutto, dalla prima dannatissima mattonella al cuore più nascosto di quel monolite avvolto nel mistero. E alla fine, eccoli arrivati. Cos'era? Come descriverlo. Una grossa impalcatura, aprirla non sarebbe stato difficile. 4 colpi, un'altro trabocchetto delle menti geniali. Coraggio, sangue freddo, non bastavano. Un soffio per scansare la polvere e il sogno finito.
Morte, dolore e viscere.

Un'altro lmite che l'uomo deve solo limitarsi a non superare.
postato da ytseneoclassic alle ore 13:00 | link | commenti (2)
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