Heaven in my arms

in black, till nothing remains
30/10/2006

Doccia bollente. Tosse quando all'improvviso bevo l'acqua che mi sta bagnando.
Penso alla mia vita. Quando nacqui, mio padre era appena tornato da un viaggio di lavoro. E così come tornò, ripartì 2 giorni più tardi. Crebbi in una famiglia di 1 persona, me escluso. Mio padre andava a lavorare alle 7 di mattina e tornava a casa alle 9:30, mi dava un bacio e alla mattina dopo partiva senza salutare. La domenica dormiva fino alle 4-5 del pomeriggio, faceva un giro, cenava e stop, il loop rincomincia.
Era capace di starsene all'estero un tempo variabile dal mese al quadruplo di esso.

Io non conosco mio padre. Se non per i suoi baffi, i suoi modi di fare e la sua passione per l'aeronautica, s'intende.
So che ho rischiato di andare all'ospedale un giorno perchè mi diede uno schiaffo talmente forte che sbattei la testa contro uno stipite della porta.. Avevo scoperto che sul PC c'erano cose di dubbia provenienza, avevo 9 anni. Ero contento di essere stato picchiato da lui, di aver provato qualcosa una volta tanto. Detestavo il suo modo di fare secco, severo, inutile, cartonesco e falso. Quello che lui ha fatto fuori di casa è dentro di me come lezione per il mio futuro, la sua storia parla da sola e insegna.
Sento la mancanza di un padre, di una figura maschile con cui provare le cose che potrei non aver mai provato in tutta la mia vita.

Mia mamma la conosco fin troppo bene. 3 anni fa iniziai a litigare furiosamente a causa del mio passaggio adolescenza-prematurità. Ci fu il caos più totale, volavano e volano parole veramente pesanti da digerire a mente fredda. Probabilmente ho deluso le sue aspettative di bravo bambino, ottimo studioso e caparbio lavoratore da quando ho iniziato ad uscire, a voler fare, a sopportare, a non parlarle più delle mie questioni. Una mia scelta, che mi permetteva di essere immune ai suoi attacchi, sferrati a tradimento nei momenti di guardia bassa.. Abbiamo litigato su tutto, persino sulla precedenza di cibarsi di una mozzarella appena tagliata. Abbiamo costruito castelli di sabbia ciclicamente distrutti dal vento delle nostre parole, spesso aria fritta. Il distacco, è ciò su cui entrambi lavoriamo, l'attaccamento alle cose e alle persone. La psicologia nel senso più ampio del termine. Le voglio tanto bene, è lei che mi ha cresciuto. Ma il nostro rapporto è destinato a rompersi, ne sono quasi sicuro. E mi va bene così.

Ricordo tantissime belle giornate e altrettante brutte passate con le persone che bene o male mi hanno voluto bene o me ne vogliono ancora. Ho giocato con l'ipocrisia, con il mio essere e non apparire, ho sperato in un futuro migliore, ho lasciato sempre che le emozioni del momento mi travolgessero e io potessi gustarmele senza tentare di cambiare ciò che mi arrivava.
Non ci sono ancora le risposte. Non ci saranno mai, alle mie domande, a nessuna domanda che parli di ciò che penso quotidanamente. Conosco bene l'essere tentati di fare qualcosa per capirne il perchè, fare un passo senza sapere se dopo puoi tirare indietro la gamba, tentare di volare con un'ala sola.
Penso che l'80% delle volte che ho risposto alla domanda "come stai?" ho usato la parola "normale". Cazzo vuol dire normale? Vuol dire che si sopravvive, che ho tante cose che vorrei fare e che non farò mai, perchè probabilmente non ne avrò l'occasione e il tempo. Sto normale, perchè non va mai bene o male, semplicemente normale, come tutti noi. Siamo tutti parte di un'unica forma di vita, ma il nostro egoismo ci impone di essere migliori degli altri, ce lo diciamo in continuazione quando nessuno ci sente, sussurrandocelo o scrivendolo in ognidove ci capiti.

La predizione del mio futuro scorre nei miei occhi, nel momento in cui la vita mi costringe a fare un punto della situazione. Sono solo un uomo, forse neanche quello. Pregi difetti voce bocca capacitaoratorie capelli petto cuore. Logorato da dentro e castigato dalla crema della società. Vivo per le emozioni, con l'egoismo di tenermele strette. Poter pensare di gestire le emozioni, di tenerle in gabbia e dispensarle a chi dico io e SOLO A CHI DICO IO. La pazzia dell'uomo che si evince dai suoi stessi comportamenti, che vuole tremendamente tenere nascosti.

Continuo a pensare alla mia vita e arrivo alla conclusione di non poter contare tutte le persone a cui non ho mai detto scusa o grazie.
Grazie papà per non esserci stato. Grazie mamma per la tua santa capacità di sopportarmi. Grazie nonni per la vostra disponibilità. Grazie Marco per le belle estati, con palla, raggi di sole che filtrano dagli alberi e gettoni per i videogiochi. Grazie Fabio per la tua gentilezza, i tuoi disegni. Grazie Ale per i tuoi bruschi modi di fare, insegnandomi qualcosa che ancora non riesco a decifrare bene. Grazie Enrico per la tua voglia di condividere, la tua piacevole compagnia nei pomeriggi invernali. Grazie Fede per i tuoi sorrisi, la tua tranquillità. Grazie Mea per la tua ironia contagiosa, la tua spontaneità. Grazie Madda per la tua sincerità, la tua voglia di fare. Grazie Barbara per il tuo modo giocoso di prendere la vita. Grazie Alice per la tua schiettezza. Grazie Marcello per le dritte chitarristiche, grazie di capirmi. Grazie Giacomo per il sarcasmo che ti circonda. Grazie Laura per essere cresciuti assieme. Grazie Lucia per sopportarmi. Grazie Fra per la tua felicità e il nostro simile cambiamento. Grazie Sara per i tuoi occhi, tu sai. Grazie Stef per aver capito chi ero veramente. Grazie Kriss per la tua bonta e la tua voglia di amare e voler bene. Grazie JP per il tuo buonumore contagioso. Grazie Luca di essermi vicino quando ho bisogno e viceversa. Grazie Tony per le pillole di esperienza amorosa. Grazie Berto per parlarmi di te e farmi capire esattamente le stesse cose che provo anche io. Grazie Vale per le telefonate da pazzi. Grazie Toro per i tuoi consigli musicali. Grazie Alfredo di esserci sempre e guardare avanti assieme. Grazie Ele per considerarmi più di quello che sono. Grazie Elena per avermi detto cose che nessuno mi ha mai detto. Grazie Ferro per la tua gentilezza e pazienza infinita. Grazie Livia di essere riuscita a superare i tuoi problemi di relazionarsi anche a causa mia. Grazie Maicol per le mattinate a piedi pre-scuola. Grazie Martina per la serata revival stupenda. Grazie a tutti quelli che ho dimenticato.

E ora ditemi. Che senso ha la vita? Ma ditemelo senza rispondermi.
postato da ytseneoclassic alle ore 18:22 | link | commenti (17)
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25/10/2006


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05/10/2006

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